"  Gran Sasso d' Italia mt.2912  "

 

GRAN SASSO D'ITALIA m.2912

I dl Gran Sasso d’Italia, potente massiccio calcareo identificato da alcuni col Fiscellus Mons degli antichi ed il cui nome attuale risale al XVI secolo, é il più alto gruppo montuoso degli Appennini. Lungo 35 Km., ha una forma ellissoidale allungata con l’asse maggiore diretto da O-NO a E-SE.

 Le sue cime sono disposte in due allineamenti quasi paralleli fra loro: quello settentrionale comprende il M. Corvo mt. 2623, il Pizzo di Intermésoli mt. 2635 ed il Corno Grande mt.2912; quello meridionale comprende tra gli altri, il M. San Franco mt. 2132, Pizzo Cefalone mt.2533 ed il M. Portella mt. 2385.

Il versante Nord appartiene al bacino del Vomano, quello Sud al bacino dell’ Aterno entrambi tributari dell’Adriatico.

 I valichi localmente detti vadi, nella parte alta della Catena sono rari e difficili: i più notevoli sono il Vado di Corno mt. 1924, il Vado di Siella mt. 1725 e soprattutto il Passo della Portella mt. 2260, che mette in comunicazione il versante di Assergi (versante Aquilano) con quello di Pietracamela (versante Teramano).

 Il Gran Sasso é costituito da rocce calcaree che vanno dall’Infralias  all’Eocene, con particolare sviluppo dei calcari cretacei, spesso dolomitici, e dell’Eocene, il quale ultimo forma quasi tutti gli strati più alti. Di particolare interesse é la piramide rocciosa più compatta dell’Appennino, il Corno Piccolo mt. 2655.

A NE di monte Veticoso si trovano giacimenti di lignite che si estendono fino alle pendici del M. Prena mt. 2561 e del M. Camicia mt. 2564.

 Assai notevole fù lo sviluppo dei ghiacciai nell’epoca glaciale: oggi il piccolo ghiacciaio del Calderone lungo circa 600 metri, largo 150-300 metri ed a forte pendenza(da 2870 a 2690 m.) presente sino alla fine del 20° secolo, a causa dei cambiamenti climatici non esiste più, una vera e propria perdita ambientale, se si considera che il Calderone era il ghiacciaio più a Sud d’Europa, esso oggi ridotto a due piccole chiazze di neve, é stato declassato ad “Innevato”.

 Il 19 Agosto 1573 l’ingegnere militare capitano Francesco Marchi salì la più alta cima del Gran Sasso. Gli furono compagni il milanese Cesare Schiaffinato e Diomede dall’ Aquila.

 

BIBLIOGRAFIA:

T.C.I. Guida d’Italia: Abruzzo e Molise, Milano, 1965