La Maiella, anch’essa presente in Abruzzo, si
presenta con una forma allungata il cui asse si snoda da NO
verso SE.
A differenza del Gran Sasso e degli altri
rilievi regionali, la sua parte sommitale si pone allo sguardo
con profili arrotondati e gobbosi, tra i quali quello di
maggiore entità, prende il nome di monte Amaro e raggiungendo i
2793 metri, si pone come secondo massiccio montuoso per
altitudine degli Appennini.
Delimitata a settentrione dalla Valle del
Pescara ed a meridione da quella del fiume Sangro, la Maiella,
ricoperta da una buona vegetazione fino al limite dei 1800 metri
circa,oltre, presenta una vegetazione ricca di erbe e fiori,
mentre la parte più alta di essa é caratterizzata da nuda roccia
e pietraie, più presenti ove é più evidente l’azione prodotta
dalle erosioni dell’epoca glaciale.
Anch’essa composta da ammassi calcarei
dell’Eocene, presenta di conseguenza caratteristiche di
permeabilità che restituiscono acqua a quote relativamente più
basse. Ed é proprio per effetto della presenza di elementi
carsici che assumono particolare importanza alcune grotte
presenti nel massiccio come quella del Cavallone, del Bove e la
Grotta Caprara.
Il Gruppo della Maiella, a causa di
caratteristiche orografiche che la circondano, nei periodi
invernali ospita una buona quantità di manto nevoso, essa é
infatti esposta più o meno direttamente sia alle correnti
occidentali Tirreniche che a quelle orientali Adriatiche,tanto
da costituire una parte importante del tratto Appenninico
centrale più elevato che, sviluppandosi dalle Marche sino alla
parte meridionale dell’Abruzzo ed identificato dagli
appassionati di meteorologia come la caratteristica “S”, fa da
barriera orografica alle perturbazioni provenienti da Est,
mantenendo quindi al riparo i versanti occidentali
dell’Appennino centrale.
BIBLIOGRAFIA:
ACHILLE FONTANI, Dispense F.I.E. Regione
Abruzzo, inedito